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Inizio
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Le Origini
Tappa 1
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Esterno
Tappa 2
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Navata e soffitto
Tappa 3
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Altari lateriali
Tappa 4
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Opere ovaliche
Tappa 5
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Area Presbiteriale (incipt)
Tappa 6
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Altare maggiore
Tappa 6.1
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Tabernacolo
Tappa 6.2
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Cona e tribuna
Tappa 6.3
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Lunette e opere in basso
Tappa 6.4
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Due lunette laterali raccontano la Nascita e la Dormitio della Vergine, secondo la tradizione bizantina, attribuite a Francesco Palumbo e Nicola Russo. In basso, a sinistra, una copia della Resurrezione di Cristo di Marco Pino da Siena. A destra, la Madonna del Rosario con le anime del Purgatorio, opera di Antonio De Bellis, che vi si autoritrae in basso. Il rosario in corallo richiama il legame profondo con il mare e con i naviganti.
I santi, i pennacchi e le cupole
Tappa 6.5
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Sotto le lunette compaiono i santi Filippo Neri, Leonardo, Erasmo e Francesco di Sales, fondatori di congregazioni religiose. Nei pennacchi della cupola, quattro profeti sorreggono la volta. La cupola stessa, un tempo affrescata, probabilmente da Nicola Russo, ha purtroppo perso i suoi dipinti a causa dell’umidità. Infine, l’arco prima del tamburo mostra gigli intrecciati che formano le lettere A V M: Ave Vergine Maria.
La confraternita
Tappa 7
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Nel 1580 i pescatori di Portosalvo fondarono una confraternita laica, segno di fede condivisa e di solidarietà concreta. Ogni anno, il 30 giugno, dopo la processione con l’immagine della Madonna, si eleggevano i governatori: sei uomini scelti per virtù, ma solo quattro ricevevano l’incarico, estratti dalla mano innocente di un bambino sotto l’altare. A tre spettavano le chiavi, al quarto la cassetta delle elemosine, posta ai piedi della Vergine.
Quello scrigno era il cuore della comunità: serviva a sostenere i confratelli malati, a garantire la dote alle figlie senza maritaggio, a custodire speranza. Durante le esequie, venti torce accompagnavano i pescatori defunti fino al cimitero, rinsaldando il legame tra vivi e morti. Questa tradizione rimase viva fino agli anni 60 del 900. Sotto l’altare e lungo la navata, si trovano cinque botole che custodiscono i confratelli sepolti nella Terra Santa, ancora bagnata dall’acqua del mare: silenziosa dimora di memoria e devozione.
Restauri e opere perdute
Tappa 8
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Il terremoto del 1980 segnò profondamente la chiesa, lasciandola chiusa e ferita per decenni. Le crepe non intaccarono solo le mura, ma anche la vita della comunità, privata di un luogo di fede e di incontro. Negli anni successivi furono realizzati importanti lavori di restauro: dalle facciate alle coperture, dagli ambienti interni agli affreschi, fino ai peducci, alle lunette della cupola, al cassettonato ligneo e ai marmi del presbiterio.
Ma il sisma portò via anche opere preziose: molte statue furono trasferite a San Paolo Maggiore, dove ancora oggi si conservano l’Immacolata tra Sant’Anna e San Gennaro e l’Addolorata con San Giovanni. L’antica Madonna del Rosario, un tempo custodita in sagrestia, andò invece dispersa e trafugata.
La riapertura della chiesa, avvenuta dopo lunghi anni di attesa, è stata possibile grazie a un lavoro congiunto: l’Arciconfraternita di Santa Maria della Misericordia e Ospedale fuori Porta San Gennaro, la cooperativa sociale Ambiente Solidale, la cooperativa sociale Culturadice e l’Arcidiocesi di Napoli ed il Comitato di Portosalvo, hanno unito forze e visioni per restituire vita a questo luogo sacro.
La nuova vita con culturadice
Tappa finale
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Dal 2022 la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo ha ritrovato voce e comunità grazie alla cooperativa sociale Culturadice, fondata da giovani appassionati di patrimonio culturale e innovazione sociale. Oggi la cooperativa non solo promuove eventi, ma si prende cura quotidianamente del luogo, garantendo pulizia e accoglienza, perché resti sempre vivo e fruibile.
La chiesa si è così trasformata in uno spazio aperto a tutti: oltre a mostre d’arte, rassegne letterarie, piccoli concerti, spettacoli teatrali e performance musicali, qui si svolgono anche attività laboratoriali per bambini, giovani e adulti, pensate per far rivivere questo luogo e rinsaldare il legame con la comunità.
Tra gli artisti che hanno animato le navate ricordiamo Michelangelo Della Morte, Fabio Abbreccia, Lo Chan Peng, e attori come Sebastiano Somma. Così, un edificio rimasto per decenni chiuso e silenzioso è tornato a essere cuore pulsante del quartiere, capace di unire fede e bellezza, memoria e futuro, tradizione e innovazione sociale.






































